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I nuovi criteri per la determinazione dell`assegno di divorzio

Studio Cataldi

Un'analisi sui nuovi criteri per la determinazione dell'assegno divorzile condotta anche alla luce di recentissime pronunce dei tribunali di Roma e di Milano

Avv. Matteo Santini - Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l'obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell'altro un assegno quando quest'ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non pu procurarseli per ragioni oggettive".

I presupposti dell'assegno di divorzio

L'assegno divorzile trova presupposto nell'inadeguatezza dei mezzi del coniuge istante, da intendersi come insufficienza dei medesimi, comprensivi di redditi, cespiti patrimoniali ed altre utilit di cui possa disporre, a conservargli un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio. Ai fini del calcolo rileva il deterioramento, a causa del divorzio, delle precedenti condizioni economiche, le quali devono essere per quanto possibile ripristinate, per ristabilire un certo equilibrio.

La Corte di Cassazione ha sempre ritenuto che il parametro di riferimento - al quale dover rapportare "l'adeguatezza" o meno dei "mezzi" - rappresentato dal "tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente e ragionevolmente fondarsi su aspettative maturate nel corso del matrimonio stesso, fissate al momento del divorzio" (Cass. n.3341/1978, Cass. n.4955/1989, Cass. n.11686/2013, Cass. n.11870/2015).

La Cassazione Civile, sez. I, sentenza 10/05/2017 n 11504, ha abbandonato il criterio di adeguamento dell'assegno divorzile al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. La Corte ha stabilito che il criterio del tenore di vita, applicato all'an debeatur, non possa pi essere il valido criterio per la determinazione dell'assegno divorzile, proprio perch, con la sentenza di divorzio il rapporto matrimoniale si estingue sul piano non solo personale ma anche economico-patrimoniale e tale criterio, una volta applicato limitatamente alla dimensione economica del "tenore di vita matrimoniale" ivi condotto, finirebbe per operare un ripristino del vincolo.

Il principio espresso nella suddetta pronunzia applicabile anche a tutti i processi gi pendenti ed avviati prima della pronunzia stessa.

Il parametro di riferimento fondamentale ai fini del riconoscimento dell'assegno divorzile si fonda sul giudizio di adeguatezza-inadeguatezza" dei mezzi dell'ex coniuge richiedente l'assegno di divorzio e sulla "possibilit-impossibilit per ragioni oggettive" dello stesso di procurarseli. Tale assunto inscindibilmente connesso al raggiungimento dell'indipendenza economica" del richiedente: se si accerta che quest'ultimo "economicamente indipendente" o effettivamente in grado di esserlo, non deve essergli riconosciuto il relativo diritto all'assegno divorzile.

L'accertamento nella fase dell'an debeatur atterr solo alla persona dell'ex coniuge richiedente l'assegno come singolo individuo, cio senza alcun riferimento al preesistente rapporto matrimoniale; mentre, nella fase del quantum debeatur legittimo procedere ad un "giudizio comparativo" tra le rispettive "posizioni" personali ed economico-patrimoniali degli ex coniugi, secondo gli specifici criteri dettati dall'art. 5, comma 6, della legge n. 898 del 1970 per tale fase del giudizio.

Assegno divorzile: i principali indici per accertare la sussistenza o meno del diritto

I principali "indici"per accertare, nella fase di giudizio sull'an debeatur, la sussistenza, o no, dell'"indipendenza economica" dell'ex coniuge richiedente l'assegno di divorzio e, quindi, l'"adeguatezza", o no, dei mezzi, nonch la possibilit, o no per ragioni oggettive, dello stesso di procurarseli -possono essere cos indicati:

a) il possesso di redditi di qualsiasi specie;

b) il possesso di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari, tenuto conto di tutti gli oneri lato sensu "imposti" e del costo della vita nel luogo di residenza (dimora abituale: art. 43, secondo comma, cod. civ.) della persona che richiede l'assegno;

c) le capacit e le possibilit effettive di lavoro personale, in relazione alla salute, all'et, al sesso ed al mercato del lavoro dipendente o autonomo;

d) la stabile disponibilit di una casa di abitazione.

Il Tribunale, Milano, sez. IX civile, ordinanza 22/05/2017, ha subito applicato i nuovi principi specificando che: "Per indipendenza economica deve intendersi la capacit per una persona adulta e sana tenuto conto del contesto sociale di inserimento di provvedere al proprio sostentamento, inteso come capacit di avere risorse sufficienti per le spese essenziali (vitto, alloggio, esercizio dei diritti fondamentali)". "Un parametro (non esclusivo) di riferimento pu essere rappresentato dall'ammontare degli introiti che, secondo le leggi dello Stato, consente (ove non superato) a un individuo di accedere al patrocinio a spese dello Stato (soglia che, ad oggi, di euro 11.528,41 annui ossia circa euro 1.000 mensili)".

Il Tribunale di Milano, adeguandosi ai nuovi criteri di determinazioni, elaborati dalla Corte di Cassazione, ha aggiunto un altro elemento valutativo: l'importo minimo reddituale oltre il quale chi richiede l'assegno divorzile non pu ottenerne il riconoscimento. Il reddito mensile minimo, per accedere all'assegno di divorzio, viene fissato in Euro 1.000, mensili.

Il Tribunale di Roma ha seguito l'orientamento della Corte di Cassazione ed ha evidenziato che per la verifica dei criteri dell'an debeatur il richiedente a dover fornire la prova della insussitenza dei criteri elaborati dalla Corte di Cassazione. Tale principio prevede che sia la parte richiedente a dover dimostrare di essersi attivata per reperire un lavoro consono all'esperienza professionale maturata e al titolo di studi conseguiti. Il coniuge pi debole che ha richiesto l'assegno di divorzio non pu limitarsi a semplici prove generiche e non circostanziate. Deve, infatti, dimostrare di essere nell'impossibilit per impedimento fisico o altro di svolgere qualsiasi attivit lavorativa. Se dovesse limitarsi a dedurre di aver svolto incarichi occasionali non avrebbe sufficientemente provato quanto sopra e perderebbe il diritto all'assegno di divorzio.

Fonte: https://www.studiocataldi.it/articoli/27708-i-nuovi-criteri-per-la-determinazione-dell-assegno-divorzile.asp

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