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  • gianfranco 27.03.2015 22:02
    salve mi chiamo gianfranco sono legalmente separato da 4 anni con una figlia di 18 ...

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  • bruno 04.11.2014 20:51
    per chi non l,avesse fatto leggete anche i libri(almeni uno) di claudio Risè e ...

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  • bruno 04.11.2014 20:49
    è tuuto vero ,la situazione dopo la legge sull'affido condiviso è solo leggermente ...

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  • bruno 04.11.2014 20:42
    bene tutte le iniziative che portano a rendere il problema dei minori nella ...

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  • MASCHIO SELVATICO 07.10.2013 13:33
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  • lupoblu 26.09.2013 16:09
    e' tutto vero

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    E in atto nel mondo occidentale una guerra tra generi. Alcuni movimenti (femministe ...

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Unioni civili: sono famiglie a tutti gli effetti, sì alla stepchild adoption

Studio Cataldi

di Lucia Izzo - Il partner dello stesso sesso pu adottare il figlio biologico del suo compagno a cui unito civilmente secondo quanto disposto dalla legge 184/1983 in casi particolari.

La decisione di avallare la c.d. step child adoption giunge dal Tribunale per i Minorenni di Bologna che, nella sentenza n. 116/2017, si pronunciata sulla richiesta di adozione avanzata da una donna nei confronti della figlia naturale della compagna a cui unita civilmente.

La coppia, desiderosa di allargare la propria famiglia, si era rivolta a una clinica iniziando un percorso verso la genitorialit. Nonostante dal punto di vista biologico la bambina nata a seguito di tale percorso fosse figlia di una sola delle due, l'altra ricorre ex art. 44, lett d), legge 184/1983 per adottare la piccola.

I giudici sottolineano l'esito positivo delle indagini svolte dai Servizi Sociali e del solido rapporto materno che sussiste con la "seconda mamma" a cui la piccola legata da un genuino affetto.

Per gli operatori, l'immagine trasmessa sia dal colloquio con le signore, sia dalla visita domiciliare " quella di una famiglia dai solidi legami emotivi, organizzata rispetto ai ruoli e funzioni, in cui la coppia genitoriale molto competent, sia sul piano materiale che su quello affettivo".

Per il Tribunale, dunque, appare evidente come la minore riconosca in entrambe i suoi genitori e che la relazione della coppia si distingua per solidit affettiva, costanza nel tempo e comunanza di obiettivi, al punto da dover essere considerata a tutti gli effetti una famiglia, di cui membro la piccola, sempre trattata come una figlia da entrambe le madri, che come tali si sono approcciate nelle relazioni sociali, affettive e di vita quotidiana, provvedendo al suo mantenimento, alla sua educazione e a ogni altra esigenza.

Per i giudici, in un simile contesto la richiesta di adozione merita accoglimento. Il legame genitoriale, nell'ordinamento italiano, pu infatti originare da un procedimento adottivo che viene compiutamente disciplinato dalla legge, anche per quanto riguarda casi definiti particolari.

Il menzionato art. 44, lett d), della legge 184/1983, infatti, per i giudici la norma cardine che consente di confermare come, anche nell'ipotesi di minore concepito e cresciuto nell'ambito di una coppia di fatto, sussista il diritto a essere adottato dalla madre non biologica.

Una conclusione confermata dalla giurisprudenza, richiamata in sentenza (Trib. Minorenni Roma sentt. 30 luglio 2014, 22 ottobre 2015 e 23 dicembre 2015), anche d'appello, secondo cui sussiste un interesse concreto del minore all'adozione da parte dalla madre non biologica nella coppia dello stesso sesso, in ragione del rapporto genitoriale di fatto instauratosi tra il genitore sociale e il minore.

La sussistenza di tale rapporto di fatto e del conseguente superiore interesse al riconoscimento della bigenitorialit va verificato in concreto sulla base delle risultanze delle indagini psicosociali (Corte. App. Roma, 23 dicembre 2015).

Un principio convalidato anche dalla Cassazione (sent. 12962/2016) e confermato, secondo il Tribunale di Bologna, anche dalla legge n. 76/2016 che ha eletto le coppie formate da persone dello stesso sesso, ove sussistenti vincoli affettivi, al rango di "famiglia", cos offrendo all'adozione in casi particolari un substrato relazionale solido, sicuro, giuridicamente tutelato.

La clausola di salvaguardia di cui all'art. 1, comma 20, legge n. 76/2016, ammette che l'ipotesi di adozione in casi particolari (ex art. 44, lett d), legge n. 184/1983) possa trovare applicazione anche in caso di impossibilit giuridica di affidamento preadottivo, per non essere il minore dichiarato in stato di abbandono, sussistendo un genitore biologico che ne abbia cura. Ci varrebbe anche nel caso in cui sussista l'interesse concreto del minore al riconoscimento del rapporto genitoriale di fatto instauratosi con l'altra figura genitoriale, seppure dello stesso sesso.

Per il Collegio emiliano, dunque, dal tenore della legge emergerebbe non una volont del legislatore a delimitare pi rigidamente i confini interpretativi dell'adozione in casi particolari, bens quella contraria, come si desume dall'art. 1, comma 20. Una conclusione suffragata dalle pronunce successive all'emanazione che in casi analoghi a quello in esame hanno accolto la domanda di adozione ex art. 44 d).

In conclusione, ove le indagini ex lege diano esito positivo, l'adozione risponda all'interesse del minore e vi sia il consenso di tutti i soggetti interessati, "non si comprende come possano essere posti ostacoli alla richiesta di adozione".

Per i giudici "va rimarcato che la relazione affettiva tra due persone dello stesso sesso che si riconoscano come parti di un medesimo progetto di vita, con le aspirazioni, i desideri i sogni comuni per il futuro, la condivisione insieme dei frammenti di vita quotidiana costituisce a tutti gli effetti una famiglia, luogo in cui possibile la crescita di un minore senza che il mero fattore omoaffettivit possa costituire ostacolo formale".

Fonte: http://www.studiocataldi.it/articoli/27569-unione-civile-famiglia-a-tutti-gli-effetti-si-alla-stepchild-adoption.asp

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