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Divorzio: chi taglia l`assegno rischia indagini della finanza

Studio Cataldi
La ricorrente deduce la violazione dell'art. 5, comma 9, della legge n. 898/1970 in quanto, secondo consolidata interpretazione della norma, al giudice sarebbe precluso respingere o accogliere parzialmente la domanda di assegno divorzile, per carente dimostrazione della consistenza economica e patrimoniale, nel caso siano state omesse indagini e verifiche fiscali.

Nel caso di specie, in particolare, la ricorrente aveva specificamente contestato che l'ex marito svolgeva un'attivit imprenditoriale non dichiarata fiscalmente epubblicizzata anche con uno specifico biglietto da visita e riscontrabile nei suoi movimenti bancari.

Il giudice d'appello, invece, ha ritenuto non acquisita la prova certa sul punto e ha determinato il reddito dell'ex marito sulla base della sola sommaria e parziale documentazione prodotta in giudizio, senza considerare che le circostanze dedotte dalla moglie non potevano essere provate senza attingere a informazioni inaccessibili a una parte privata.

Pertanto, secondo la ricorrente, il giudice a quo avrebbe dovuto disporre le opportune verifiche e le indagini di polizia tributaria prima di ricavare, in contrasto con la prima pronuncia, un reddito effettivo inferiore e tale da legittimare la riduzione dell'assegno.

Una doglianza che, per la Cassazione, appare fondata. In tema di divorzio, precisano gli Ermellini, laddove il giudice di merito ritenga raggiunta aliunde la prova dell'insussistenza dei presupposti che condizionano il riconoscimento dell'assegno di divorzio, pu direttamente procedere al rigetto della relativa istanza, anche senza aver prima disposto accertamenti d'ufficio attraverso la polizia tributaria.

Infatti, l'esercizio del potere officioso di disporre indagini, tramite l'autorit tributaria, sui redditi e sui patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita, rientra nella discrezionalit del magistrato e non si tratta di un adempimento imposto dall'istanza di parte.

Tuttavia, questo esercizio di potere deve essere correlabile, anche per implicito, a una valutazione di superfluit dell'iniziativa e di sufficienza dei dati istruttori acquisiti. Nel caso di specie, tuttavia, tale valutazione non stata compiuta dalla Corte di appello.

Pertanto, va annullata la sentenza impugnata con rinvio affinch la Corte d'Appello esprima una rinnovata valutazione sul punto, verificando se, alla luce degli elementi acquisiti, siano necessarie o superflue ulteriori indagini, anche tramite la polizia tributaria.

Fonte: http://www.studiocataldi.it/articoli/27532-divorzio-chi-taglia-l-assegno-rischia-indagini-della-finanza.asp

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