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  • gianfranco 27.03.2015 22:02
    salve mi chiamo gianfranco sono legalmente separato da 4 anni con una figlia di 18 ...

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  • bruno 04.11.2014 20:51
    per chi non l,avesse fatto leggete anche i libri(almeni uno) di claudio Risè e ...

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  • bruno 04.11.2014 20:49
    è tuuto vero ,la situazione dopo la legge sull'affido condiviso è solo leggermente ...

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  • bruno 04.11.2014 20:42
    bene tutte le iniziative che portano a rendere il problema dei minori nella ...

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  • MASCHIO SELVATICO 07.10.2013 13:33
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  • lupoblu 26.09.2013 16:09
    e' tutto vero

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Avviso

Corte Ue: il divorzio islamico è illegale

Studio Cataldi

Per l'Avvocato Generale UE sistemi privati di divorzio fondati su discriminazioni tra uomini e donne non possono essere riconosciuti in Europa

di Valeria Zeppilli I giudici nazionali degli Stati UE non devono riconoscere atti di tribunali islamici che pongono la donna in uno stato di inferiorità, nemmeno se questa vi ha acconsentito.

In attesa della sentenza della Corte di Giustizia sul punto, queste sono le conclusioni (qui sotto allegate) dell'avvocato generale Saugmandsgaard e in merito alla vicenda di cui alla causa C-372/2016.

La vicenda

La questione riguardava una coppia di siriani, cittadini tedeschi, che si erano uniti in matrimonio dinanzi al tribunale islamico di Homs, in Siria.

Il marito, dopo qualche anno di legame coniugale, aveva ottenuto il divorzio dalla donna dal tribunale religioso della sharia e la moglie, nel rispetto delle regole della sharia, aveva firmato un dichiarazione con la quale aveva accettato una somma di denaro per liberare l'uomo da qualsivoglia obbligo nei suoi confronti.

Il marito si era quindi rivolto al giudice tedesco per chiedere il riconoscimento della pronuncia di divorzio, che in un primo tempo gli era stato concesso. Di fronte all'opposizione della moglie, per, il tribunale regionale superiore di Monaco di Baviera aveva ritenuto pi opportuno rivolgersi alla Corte di giustizia per sollecitare un'interpretazione del regolamento europeo numero 1259 del 2010 alla luce della vicenda sottoposta alla sua attenzione.

La posizione netta dell'avvocato generale

Per ora sono state pubblicate le conclusioni dell'avvocato generale che, sul punto, ha assunto una posizione netta affermando che in questo caso ci si trova di fronte a un chiaro esempio di discriminazione fondato esclusivamente sul genere che non d ai coniugi pari condizioni di accesso al divorzio e che, pertanto, di "una gravit tale da dover comportare il rigetto assoluto, senza alcuna possibilit di eccezione nel singolo caso concreto, della totalit della legge altrimenti applicabile".

Oltretutto il regolamento europeo del 2010, cd. regolamento Roma III, non estende la sua efficacia a divorzi "privati" che sono decretati in sistemi giuridici di ispirazione mussulmana e ammettono che il matrimonio possa sciogliersi per volont dello sposo. In essi manca, infatti, l'intervento sia di un'autorit giurisdizionale nazionale che di un'autorit pubblica.

Per l'avvocato generale quindi non ci sono dubbi: il divorzio islamico non va riconosciuto. L'ultima parola, per, spetta alla Corte di giustizia.

Fonte: http://www.studiocataldi.it/articoli/27479-corte-ue-il-divorzio-islamico-e-illegale.asp

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