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  • gianfranco 27.03.2015 22:02
    salve mi chiamo gianfranco sono legalmente separato da 4 anni con una figlia di 18 ...

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  • bruno 04.11.2014 20:51
    per chi non l,avesse fatto leggete anche i libri(almeni uno) di claudio Risè e ...

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  • bruno 04.11.2014 20:49
    è tuuto vero ,la situazione dopo la legge sull'affido condiviso è solo leggermente ...

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  • bruno 04.11.2014 20:42
    bene tutte le iniziative che portano a rendere il problema dei minori nella ...

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  • MASCHIO SELVATICO 07.10.2013 13:33
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  • lupoblu 26.09.2013 16:09
    e' tutto vero

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  • Uomo pensante 26.08.2013 11:29
    E in atto nel mondo occidentale una guerra tra generi. Alcuni movimenti (femministe ...

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Tribunale Salerno demolisce genitore collocatario e dispone mantenimento diretto

TRIBUNALE DI SALERNO, I SEZIONE CIVILE – decreto del 28 giugno 2017 Il Collegio, riunito in Camera di Consiglio nelle persone dei magistrati:Dottor Giorgio Jachia Presidente Est. Dottor Guerino Iannicelli Giudice Dottoressa Valentina Chiosi Giudice

tribunalesalerno_decreto280617

[…]

In quest’ottica va rammentato che l’affido condiviso è disposto per attuare alcontempo il diritto-dovere di ogni genitore di mantenere, istruire ed educare i figli(art. 30 cost.) ed il diritto della prole (art. 337-ter primo comma c.c.) a mantenere unrapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori nonché di ricevere cura,educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapportisignificativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.Pertanto (e per le ragioni meglio di seguito evidenziate) l’affido condiviso èinequivocabilmente finalizzato alla realizzazione dell’interesse morale e materialedella prole e per questa ragione, dopo e nonostante la crisi della coppia, iprovvedimenti giudiziari mirano alla conservazione (o al ripristino) di un paritariorapporto dei minori con entrambi i genitori (un diritto soggettivo di per sé ovviamentecoincidente con il loro interesse), il che comporta l’attribuzione a ciascuno di essi dipari opportunità quando abbiano capacità genitoriali omogenee (cfr., TribunaleRoma, sez. I, 20/01/2015 n. 1310; Corte appello Bologna, sez. I, 14/04/2016 n. 625)o, viceversa, all’attribuzione a ciascuno di essi di compiti di cura e di tempi difrequentazione differenti quando in concreto ciò meglio realizzi i diritti del minore;sempre che non esistano particolari ed eccezionali circostanze ostative.In quest’ottica i genitori devono comprendere che chiedere di attribuire all’altro il20% del tempo mensile o di non attribuire all’altro nessun compito di cura comportail chiedere all’Autorità Giudiziaria di allontanare l’altro genitore dalla quotidianità delbambino con effetti irrimediabili sulla relazione genitoriale e sulla crescitapsicologica del minore.Soprattutto in tutti i casi, come il presente, in cui emergano conflitti genitoriali graviaccompagnati da tentativi di espulsione è fondamentale – oltre che doveroso in forzadi legge – riservare al genitore meno temporalmente presente lo svolgimento disingoli compiti di ordinaria cura. Proprio quando uno dei genitori tende ad espellere l’altro e ad occupare tutto lo spaziodecisionale della vita quotidiana è indispensabile che il giudice eviti la frattura tragenitore accudente e genitore pagante e ristabilisca l’equilibrio all’interno della coppiagenitoriale senza distinzione di ruolo. Ciò non potrà che migliorare il rapporto delfiglio con ciascun genitore.

Va ora precisato che la figura del genitore collocatario è un istituto giuridico diesclusiva origine giurisprudenziale e che, secondo parte della dottrina, collide con ladisciplina dell’affidamento condiviso, essendo una scoria del vecchio impiantonormativo che si conforma al modello di affidamento esclusivo precedente allariforma.Altra parte della dottrina, viceversa, sostiene che è necessario che il minore abbiachiari punti di riferimento, anche sotto il profilo abitativo; soggiunge che il principiostabilito dall’art. 316 c.c., nella formulazione successiva al D. L vo 154/2013 (“Igenitori di comune accordo stabiliscono la residenza abituale del minore”) affermi ildiritto del minore di avere una collocazione prevalente e precisa che tale diritto devevalere anche per i figli di genitori separati o divorziati.In merito si tratta di prendereatto che la chiave di volta del sistema non è il diritto del minore ad una stabilitàlogistica, ma è (come dispone il secondo comma dell’art. 337-ter c.c. che specificacon una norma imperativa che il compito dell’Autorità Giudiziaria è realizzare lafinalità indicata dal primo comma del medesimo articolo) ma il diritto del minore dimantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori e diricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi.Quanto al tentativo di legittimare la figura del genitore collocatario sulla basedell’obbligo di determinare (concordemente o giudizialmente) la residenza abitualedel minore, non appare condivisibile la tesi che essa coincida con l’abitazione del11genitore “prevalente” (ove introdotto). Non lo è sotto il profilo della ragionevolezza,non essendo sostenibile che il riferimento ad essa comporti – addirittura in tutti i casie per tutte l’età dei minori – la creazione di un genitore principale attivamentecoinvolto nei compiti di cura, educazione e formazione della prole e di un genitoremarginale o ludico senza effettiva partecipazione alla quotidianità dei figli. Masoprattutto non lo è sotto il profilo del diritto.[…]Quindi, a seguito della determinazione dei tempi e della modalità della presenza deiminori presso ciascun genitore il Tribunale fissa la residenza anagrafica del minorepresso uno di essi, fissa il domicilio del minore presso entrambi i genitori, se del casoattribuisce la casa familiare, attribuisce specifici obblighi economici a carico diciascun genitore e individua un eventuale assegno perequativo in favore di uno diessi.In definitiva, dunque, far coincidere l’interesse morale e materiale del minore sempree comunque con una collocazione prevalente appare francamente riduttivo econtraddetto dai sempre più numerosi casi giudiziari di affido paritario. Unasoluzione, tra l’altro, che facilita anche la decisione relativa all’assegnazionedell’abitazione familiare, poiché in taluno di tali casi può non esservi (circostanza daverificare in concreto) il legame del minore con la casa e quindi la ragione perprivarne il proprietario, con drastica riduzione del contenzioso tra i genitori.[…]Ciò vuol dire in concreto che la forma privilegiata dal legislatore è quella diretta nonpotendosi ritenere completamente assolti i doveri di un genitore dalla fornitura didenaro all’altro (forma indiretta) mediante un assegno.[…]In altre parole, inizialmente si assegneranno a ciascun genitore oneri proporzionalialle rispettive risorse (il che per le scelte principali vuol dire solo provvedereeconomicamente, non decidere: resta l’obbligo di concordare se il figlio frequenteràuna scuola pubblica o una privata, se andrà in piscina o in palestra), distribuendo ognispesa prevedibile, e quindi si stabilirà che al verificarsi di spese imprevedibili (Cass.16664/2012) queste verranno ripartite in funzione del reddito. Tutto ciò nella libertàdelle parti di concordare regole diverse

P.Q.M.

[…]14. Rappresenta ai genitori che la prole minorenne ha il diritto: A) di mantenere unrapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori e di ricevere cure,educazione e istruzione da entrambi i genitori; B) di conservare rapporti significativicon gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale; C) di vivere conognuno dei genitori momenti di quotidianità (se necessario differenti) nelle forme(tempi e modalità) o concordate tra le parti (genitori e con il progredire dell’età anchei figli) o determinate dal giudice; D) di avere libero accesso ad entrambi i genitori;[…]21. Dispone che ciascun genitore contribuisca al mantenimento della prole in formadiretta per il periodo di permanenza del minore presso di sé, ivi comprese eventualispese per la custodia;

Fonte: https://www.psicologiagiuridica.eu/tribunale-salerno-demolisce-genitore-collocatario-disponde-mantenimento-diretto/2017/07/12/

Fonte: http://www.papaseparatiliguria.it/tribunale-salerno-demolisce-genitore-collocatario-disponde-mantenimento-diretto/

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