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  • gianfranco 27.03.2015 22:02
    salve mi chiamo gianfranco sono legalmente separato da 4 anni con una figlia di 18 ...

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  • bruno 04.11.2014 20:51
    per chi non l,avesse fatto leggete anche i libri(almeni uno) di claudio Risè e ...

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  • bruno 04.11.2014 20:49
    è tuuto vero ,la situazione dopo la legge sull'affido condiviso è solo leggermente ...

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  • bruno 04.11.2014 20:42
    bene tutte le iniziative che portano a rendere il problema dei minori nella ...

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  • MASCHIO SELVATICO 07.10.2013 13:33
    CONDIVIDO L'ARTICOLO PURTROPPO SIA LA MAGISTRATURA CHE I GIORNALISTI DIFENDONO ...

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  • lupoblu 26.09.2013 16:09
    e' tutto vero

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  • Uomo pensante 26.08.2013 11:29
    E in atto nel mondo occidentale una guerra tra generi. Alcuni movimenti (femministe ...

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A chi spettano in caso di separazione e divorzio gli assegni familiari?

L’assegno al nucleo familiare costituisce un sostegno per le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che abbiano redditi inferiori a quelli determinati annualmente dalla legge.

In caso di separazione e divorzio gli assegni familiari spettano al coniuge collocatario e cioè al genitore cui sono affidati i figli, anche se a percepirli sia l’altro coniuge.

 L’ art. 211, L. 19 maggio 1975 n. 151 prevede che “Il coniuge cui i figli sono affidati ha diritto in ogni caso a percepire gli assegni familiari per i figli, sia che ad essi abbia diritto per un suo rapporto di lavoro, sia che di essi sia titolare l’altro coniuge”.

In altri termini, il genitore non affidatario titolare degli assegni familiari è tenuto a corrisponderli all’altro coniuge al quale di fatto spettano, in aggiunta all’assegno di mantenimento e a prescindere dall’ammontare di quest’ultimo.

Capita spesso, però, che il genitore non affidatario che percepisce gli assegni familiari dal proprio datore di lavoro non provveda a corrisponderli all’altro genitore, cui spettano, ritenendo che sia tenuto, solamente, a versare l’assegno di mantenimento per i figli economicamente non autosufficienti.

Chi scrive precisa che assegni familiari e assegno di mantenimento sono due tipi di proventi separati e distinti che hanno funzioni diverse. I primi costituiscono una sorta di “integrazione alimentare”, invece l’assegno di mantenimento è il contributo che il genitore non collocatario corrisponde per il mantenimento, l’istruzione e l’educazione dei figli, il cui quantum viene calcolato in proporzione alla capacità reddituale del genitore. I coniugi possono accordarsi per una diversa ripartizione degli assegni familiari sia in sede di separazione che in sede di divorzio: per esempio è possibile che il coniuge che li percepisce ne trattenga una parte. Attenzione! In questo casola quota degli assegni familiari trattenuta dal coniuge che li percepisce costituisce reddito e, dunque, se ne potrà tenere conto nel determinare l’assegno di mantenimento in favore dell’altro.

Dall’assegno di mantenimento possono essere decurtati gli assegni familiari?

La risposta all’interrogativo è negativa: il mantenimento è dovuto per intero e non può essere decurtato degli assegni percepiti per Legge dal coniuge affidatario.

A sostegno di ciò riporto quanto affermato dai giudici di piazza Cavour: “Il coniuge affidatario del figlio minorenne ha diritto, ai sensi dell’art. 211 della legge 19 maggio 1975 n. 151, a percepire gli assegni familiari corrisposti per tale figlio all’altro coniuge in funzione di un rapporto di lavoro subordinato di cui quest’ultimo sia parte, indipendentemente dall’ammontare del contributo per il mantenimento del figlio fissato in sede di separazione consensuale omologata a carico del coniuge non affidatario, salvo che sia diversamente stabilito in modo espresso negli accordi di separazione. Gli assegni familiari per il coniuge, consensualmente o giudizialmente separato invece, in mancanza di una previsione analoga al citato art. 211, spettano al lavoratore, cui sono corrisposti per consentirgli di far fronte al suo obbligo di mantenimento ex artt. 143 e 156 cod. civ., con la conseguenza che, se nulla al riguardo è stato pattuito dalle parti in sede di separazione consensuale (ovvero è stato stabilito dal giudice in quella giudiziale), deve ritenersi che nella fissazione del contributo per il mantenimento del coniuge si sia tenuto conto anche di questa particolare entrata” (Sez. 1, Sentenza n. 5060 del 02/04/2003; Sez. U, Sentenza n. 5135 del 27/11/1989)”. (E, ancora,¬ Corte di Cassazione, sez. VI Civile ordinanza n. 12770/13).

 E se il genitore titolare degli assegni familiari non li corrisponde al genitore collocatario che succede?

In questa ipotesi il genitore che trattiene per sé gli assegni familiari commette il reato di “appropriazione indebita”, incassando del denaro non proprio, ma dell’altro genitore e che ha percepito per conto di quest’ultimo.

In questo caso sarà necessario rivolgersi al Tribunale per chiedere ed ottenere il rimborso delle somme indebitamente trattenute dall’altro coniuge.

Avv. Luisa Camboni –

Fonte: http://www.papaseparatiliguria.it/spettano-caso-separazione-divorzio-gli-assegni-familiari/

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